Lanciata lo scorso luglio in un numero limitato di esemplari, la Mitsubishi i-MiEV è la capostipite della prima generazione di veicoli elettrici: il Costruttore prevede di mettere in circolazione circa 1.400 i-MiEV entro la prossima primavera, delle quali circa la metà sarebbero già state consegnate. Questo non vuol dire che qualsiasi automobilista potrà recarsi dal concessionario Mitsubishi per comprarne una. Tutt'altro. Tenendo conto del fatto che la Mitsubishi sta ancora completando la messa a punto e che mancano quasi completamente le stazioni di ricarica, la Casa giapponese ha deciso di affittare il primo lotto di i-MiEV a un gruppo selezionato di agenzie governative, compagnie elettriche e alla catena di magazzini Lawson.
In uno di questi, veniamo accolti dalla graziosa Ayami Akiyama (nella foto), assistant manager del punto vendita. Scelta dalla dirigenza della Lawson - per evidenti ragioni - per ricoprire il ruolo di "portavoce elettrica" e per guidare quotidianamente la i-MiEV, Ayami inizia a mostrarci come si carica la vettura: "È abbastanza facile. Non devi far altro che collegare la spina nella presa di corrente da 200 V, digitare il codice segreto a tre cifre, selezionare la durata della carica e premere il pulsante di avvio". La stazione di ricarica (marchiata Toyota, del costo di circa 1.500 dollari) promette di ricaricare una batteria scarica in sette ore.
Per ora, questo magazzino Lawson dispone solo di un punto di ricarica da 200 V, ma in un parcheggio vicino a Yokohama Bay, a 20 minuti da qui – spiega Ayami - c'è un impianto da 400 V (costato circa 10.000 dollari), capace di ricaricare fino all'80% della capacità della batteria in appena 30 minuti. Del resto, persino una Casa come Nissan ha una sola stazione di ricarica da 400 V, in bella mostra al centro del piazzale principale.
Quanto costa ricaricare le batterie? "Niente, a dire il vero". Poiché le Case automobilistiche noleggiano queste auto, che in realtà stanno completando una sorta di fase finale di sviluppo prima di entrare in produzione, il Governo si fa carico di coprire i costi di ricarica. Ayami fa un mezzo sorriso quando racconta di come sia divertente guidare la i-MiEV, benché sia costantemente preoccupata di restare senza energia. "A differenza di un'auto a benzina, dove puoi contare su un'autonomia anche di oltre 600 km, questa vettura elettrica riesce a percorrere un centinaio di chilometri". Ha ragione. Anche noi abbiamo guidato la i-MiEV con i fari accesi, i tergi in funzione e il riscaldamento inserito e nel traffico c'è da considerarsi fortunati se si riesce a percorrere 100 km. Alla faccia del Costruttore, che ne promette 160…
"M ritrovo a guardare sempre l'autonomia residua, nell'angolo in alto a destra del quadro strumenti. Vedi, ci rimangono 34 chilometri" dice. "Vuol dire che devi pianificare in anticipo gli spostamenti e guidare con molta attenzione, in modo economico. Toccando ferro - conclude - non sono mai rimasta a secco". Un altro problema è il rumore, o meglio, la sua assenza. "Puoi sentire solo il rotolamento dei pneumatici e il leggero ronzio del motore. L'altro giorno ho quasi investito un anziano che non mi aveva sentito arrivare. Credo che le vetture elettriche abbiano bisogno di qualche tipo di effetto sonoro, soprattutto in retromarcia e durante le manovre di parcheggio. Magari funzionerebbe anche la musica".
"Si fa notare, la i-MiEV", soprattutto con lei alla guida. "La vettura cattura l'attenzione su strada e anche nei parcheggi, mentre si ricarica. La gente vede la macchina, il caricabatteria, e s'incuriosisce, vuole sapere che cosa aspettarsi nel prossimo futuro. Faccio del mio meglio per spiegarglielo, senza essere di parte", dice sorridendo. "Dico loro anche che è più maneggevole e brillante della maggior parte delle minicar da 660 cm³. E che non è per niente pesante".
Un paio di volte, tuttavia, Ayami ha avuto problemi a far partire la i-MiEV perché le batterie erano scariche. "Credo che fosse per colpa mia. Devo essermi dimenticata di togliere il contatto. È così silenzioso e puoi davvero dimenticarti di farlo, qualche volta", confessa. Insomma, i costruttori dovranno installare dei timer che spengano il motore dopo un paio di minuti. Ayami risale a bordo della sua i-MiEV per un altro giro e scherza: "Ti sfido a camminare davanti a me, perché non mi sentirai arrivare". Ha ragione, e su questo, industria e Governo dovranno discutere fino a quando non troveranno una soluzione.
Peter Lyon
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I commenti dei navigatori
RICARICA NEI PIAZZALI??? - MILANOSEDE (12/03/2010 h. 08.41 )
No, qualcosa non quadra. E' folle un tempo di ricarica di ore. Io faccio benzina ...
X ronchigp - autopassion (11/02/2010 h. 15.56 )
Hai ragione, le prime auto, ad inizio secolo erano molto rudimentali, ma avevano ...
Ricarica ed intemperie - pisione (10/02/2010 h. 13.58 )
mi sto chiedendo una cosa... ma saranno sicuri i punti di ricarica nei piazzali? ...
Intanto funziona!!!! - ronchigp (09/02/2010 h. 17.42 )
saranno anche care, con poca autonomia, con tutti i difetti che vuoi.....ma intanto ...